Bruno Aletta. “La penna mondana di donna Matilde”

C’erano una volta le interviste impossibili, collocazioni improbabili di personalità della cultura, dall’arte e della scienza che dibattevano su temi della contemporaneità con le categorie del tempo in cui vissero, buffe ed esilaranti contaminazioni di concezioni del mondo e intriganti sovrapposizioni di eventi e tempi. Ma oggi donna Matilde Serao che cosa direbbe? O meglio,cosa farebbe?Il fisico poco televisivo le … Continua a leggere

Bruno Aletta “Roberto Bracco:il disegnatore delle donne”

La gloriosa tradizione del teatro a Napoli resiste e risplende nel nome dei suoi magnifici drammaturghi. Eduardo, splendido epigono di un percorso avviatosi nell’Ottocento, chiuse il secondo millennio portando con sé non solo la sua opera, ma anche quella dei suoi predecessori più immediati, Viviani e Scarpetta, tanto diversi tra loro ma entrambi vivi nell’opera di Eduardo al punto da … Continua a leggere

Bruno Aletta “Carlo Bernari e la città operaia”

Napoli eterno luogo di antinomie, ha vissuto e vive nella letteratura del Novecento con pagine contraddittorie, crude e melense, reali ed iperboliche, lancinanti e passionali.. Un puro esercizio fine a se stesso ha appassionato innamorati e denigratori di Napoli nella ricerca impossibile di una definizione dello spirito partenopeo, attingendo non solo dal folclore, ma anche dalla storia e dalla letteratura, … Continua a leggere

Bruno Aletta “Ermanno Rea. Disagi di una città espropriata”

Quando Napoli è al centro di un caso letterario, e in questo ultimo decennio è capitato più di una volta, le due schiere, quella degli offesi e quella dei denigratori, scendono in campo con le stesse parole di sempre, lo stesso piglio e la stessa retorica. E spesso accade che lo spazio della testimonianza, dell’analisi e della poesia, quando essa … Continua a leggere

Bruno Aletta. Luigi Incoronato: Tra i gradini inquieti

Negli anni del dopoguerra, nell’intensa esperienza del neorealismo meridionale Napoli, con l’appassionato impegno dei suoi intellettuali più impegnati, diede un contributo decisivo alla rappresentazione di una realtà disgregata e prostrata dagli esiti della guerra. Le opere di questi scrittori partenopei di nascita o di adozione furono il punto di partenza di una prospettiva di lotta e di cambiamento, per una … Continua a leggere

Bruno Aletta “Annamaria Ortese: il mare non bagna Napoli”

Napoli offesa e permalosa, dovrà pure interrogarsi oltre che difendersi. Vedere nemici ovunque è vittimismo, ma rifiutare frettolose etichette ed insorgere a spettacolari pamphlet sociologici e mediatici non è testardo orgoglio ma affermazione di dignità, onesta ricomposizione della realtà. Il travaglio di una città sospesa tra fasti e nefandezze è ormai cronaca illustrata con foto a tinte fosche dove l’azzurro … Continua a leggere

Bruno Aletta “Annibale Ruccello, la rosa spezzata”

Erano gli anni ottanta. Erano anni di fermento e di creatività. Un nuovo protagonismo giovanile erede di grandi e recenti avventure sociali e culturali in Europa e nel mondo si affermava con baldanza e spregiudicatezza intraprendendo strade nuove e sperimentali. E il teatro sembrava essere il luogo ideale per la realizzazione di nuovi percorsi, di contaminazioni tra linguaggi che si … Continua a leggere

Bruno Aletta “Silvio Perrella, Giù Napoli”

La letteratura non è cronaca. Narrazioni ambedue nobili, talvolta intersecano le loro strade, si lambiscono e si contaminano. Alla letteratura non si chiede la certosina ricostruzione della realtà, ed alla cronaca non è necessaria, e talvolta risulta anche irritante, l’invadenza del redattore, dei suoi stati d’animo. Che poi la cronaca può divenire spunto per la letteratura è altro discorso, affascinante … Continua a leggere

Bruno Aletta “Sergio De Santis. Macerie cittadine”

Napoli è città ingombrante nella letteratura italiana dell’ultimo mezzo secolo. E ancor più nell’ultimo decennio. Il legame con la città di chi vi nacque o di chi con lei entrò in contatto non occasionale aleggia esplicito o in sordina, talvolta con piglio sociologico, talvolta con rarefatta leggerezza. Napoli, vivisezionata o oniricamente simbolizzata, a volte è fardello, a volte è fonte … Continua a leggere

Bruno Aletta “Petito: la maschera di Totonno ‘o pazzo”

Pulcinella e Napoli costituiscono un binomio metaforico che neanche tanto celatamente ha, per i non napoletani, una connotazione dispregiativa. Ma i napoletani sono legati alla loro maschera, e il sarcasmo altrui non di rado genera orgoglio. Pulcinella tra miseria e furbizia, apparente asservimento ai potenti e diabolica intelligenza utilitaristica è presente, in modo esplicito o latente, nella vis comica di … Continua a leggere